Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Somatizzare: il potere della mente

 

di Silvia Gnudi (giugno 2013)

Somatizzare.....letteralmente significa: Rendere organico un disturbo psichico. “Quando, a causa di conflitti mentali, una persona passa da un equilibrio ad un altro (energeticamente meno economico) si verifica la somatizzazione: la comparsa di un sintomo fisico organizzato dalla coscienza per segnalare alla mente la presenza di un processo disfunzionale. Il disturbo di somatizzazione, noto sin dall'antichità nelle manifestazioni isteriche, è stato ampiamente studiato nel corso dei secoli, fino ad arrivare alle classificazioni freudiane dei "disturbi di conversione" e alla nascita della medicina psicosomatica. Il termine "disturbo di somatizzazione" è diventato di uso comune negli Stati Uniti con la sua introduzione nella terza edizione del DSM (DSM-III) nel 1980.” (cit. daSTUDIO DELLA MENTE)

Il tema della somatizzazione è un tema estremamente attuale e io stessa posso affermare che anche nel mio ambito lavorativo, pur ristretto, incontro frequenti casi di somatizzazione. I disturbi somatoformi rappresentano una delle forme più comuni di disagio presenti nella medicina generale (22% Escobar et al., 1998, Psychosom. Med. 20% Barsky et al., 2005, Arch. Gen Psych.) Statisticamente il 4% della popolazione generale e il 9% dei pazienti in ospedale soffre di distubi somatoformi cronici e la maggior parte sono soggetti femminili. Inoltre dal punto di vista generale si può affermare che le persone affette da problemi di somatizzazione:

    -Sono suscettibili di effetti iatrogeni legati ad eccesso di esami clinici e prescrizioni farmacologiche (Fink, 1992; Deyo, 2000).

    -Hanno una qualità di vita povera (Maiden et al., 2003) Inducono elevati costi sociali (assenze dal lavoro) e sanitari (esami numerosi e spesso inutili)

    -Dal 44% (Leiknes et al. 2010) al 50% dei pazienti che soffre di disturbi somatoformi soffre anche di distimia, depressione o ansia (Fink et al. 2002)

Le persone che presentano questo problema infatti si sottopongono a numerosi esami e controlli senza trovare alcune causa oggettivamente patologica dei loro disturbi e il risultato finale è la prescrizione di farmaci che agiscono sull'ansia o sulla depressione o su ambedue, in aggiunta ad altri farmaci ad azione più sintomatica. Le basi fisiologiche della somatizzazione sembrano coinvolgere una reazione a cascata che inizia a livello della zona limbica del cervello (l'area che in prevalenza elabora le emozioni). Stimoli stressori negativi che persistono nel tempo in quanto la persona non riesce ad elaborarli ed eliminarli causano una cascata ormonale che inizia a livello dell’ipotalamo, passando per  l'ipofisi (il nostro cervello ormonale) e la ghiandola pituitaria determinano il rilascio dell’ormone adrenocorticotropo che a sua volta agisce sulla produzione di ormoni glicocorticoidi, con effetti perciò sul metabolismo, riproduzione, infiammazione, immunità e umore. Nel tempo quindi si verifica un'alterata risposta allo stress e si abbassa la soglia di attivazione, dolore e affatcabilità. Inoltre aumentano le citochine proinfiammatorie, mediatori solubili prodotti da cellule del Sistema Immunitario, le quali a loro volta favoriscono la comparsa di una risposta infiammatoria. Queste citochine se prodotte in eccesso o per lunghi periodi possono produrre alterazioni cognitive e dell’affettività che, a propria volta, generano disturbi della sfera cognitiva e dell’umore. In questo modo la percezione del dolore è fortemente amplificata. Quindi se immaginiamo questo processo protratto nel tempo non è difficile comprendere la nascita di sintomi che portano la persona a ritenersi “malata” e a cercare risposte esaurienti. Spesso le persone che somatizzano le loro emozioni hanno sintomi vaghi (es. affaticamento, mal di testa, tensione muscolare, dolori alla schiena, dolori al petto, debolezza) difronte ai quali i medici propongono esami ed approfondimenti che non danno risposte soddisfacenti.

Nella mia esperienza di farmacista e di naturopata le persone che hanno questi problemi si rivolgono ad una consulenza di tipo alternativo, perchè insoddisfatte dall'approccio medico e dalle risposte ricevute dopo i numerosi esami e cure farmacologiche. E' interessante come spesso le domande che rivolgo portano ad individuare un punto di partenza emotivamente difficile o un trauma che sembrava apparentemente rimosso. E' chiaro che nei disturbi di somatizzazione è fondamentale la comprensione verso la persona che ha necessità di un sostegno soprattutto emotivo. Anche se l'origine del malessere fisico è su base psichica, negare o minimizzare la sintomatologia non aiuta certamente la persona ad uscire dal suo disagio. Quindi in questi casi sarebbe importante per la persona affrontare sia un aspetto medico che possa ridurre la sintomatologia fisica e contemporaneamente un intervento che abbia come scopo un miglioramento dello stato emotivo. Questo può avvenire attraverso strumenti diversi come la psicoterapia, lo yoga, la meditazione......Questi strumenti agiscono attraverso, se vogliamo, una somatizzazione positiva della mente sul corpo. “Appare immediatamente chiaro che il termine somatizzazione, essendo nato in ambito psicopatologico, è stato relegato all'accezione "negativa", quale espressione di un'alterazione omeostatica. Ma perché, allora, non parlare di "somatizzazione positiva" per descrivere ogni processo in grado di agire favorevolmente sulla funzionalità dell'organismo? Possiamo considerare perciò "terapeutico" qualsiasi "approccio" che stimoli "somatizzazioni positive", quali ad esempio le asanas dell'hatha yoga. La stretta interconnessione tra la fisiologia e le dinamiche mentali è sostenuta da alcune discipline scientifiche come la psicofisiologia. Tale approccio ha avuto il merito di gettare le basi di una psicologia del benessere partendo dall'analisi della funzionalità di un organismo sano. È facile osservare, in concomitanza della risoluzione di tensioni fisiche, veri e propri momenti di espansione dell'intelligenza intrapersonale: contenuti mentali fino a quel momento in conflitto, o totalmente inconsapevoli, diventano disponibili alla coscienza, che crea degli schemi cognitivi e mentali più coerenti ed efficaci.” (cit. da STUDIO DELLA MENTE)

Nella nostra società a livello educativo si privilegia l'utilizzo dell'emisfero sinistro e si trascura notevolmente l'educazione di quello destro che è predisposto per l'espressione artistica e creativa, uno dei modi migliori che abbiamo per esprimere le nostre emozioni. Tutto l'insegnamento viene impartito per gradi (secondo schemi logici prestabiliti) e le materie principali (matematica, lettura, scrittura, ecc.) aiutano lo sviluppo dell'emisfero sinistro. Ciò che compete all'emisfero destro (sognatore, artefice e artista), viene invece trascurato. Tutto nella nostra società, ci spinge all'utilizzo dell'emisfero sinistro, mentre l'espressione artistica,così importante per mantenere e sviluppare la capacità di espressione delle nostre emozioni viene considerata superflua e inutile. In realtà il giusto equilibrio tra queste due parti potrebbe diventare il sistema migliore per elaborare ed esprimere le nostre emozioni evitando così di somatizzarle.

In questi ultimi anni vengono studiati veri e propri protocolli di approccio alle persone con problemi di somatizzazione che tengono conto principalmente dell'aspetto emotivo coinvolto, tenendo presente che nella maggior parte dei casi sono situazioni che si presentano prima dei 30 anni. La capacità di autoregolazione che appartiene a tutti può essere mantenuta solo cercando di vivere la vita con il giusto equilibrio psico-fisico.Edward Bach affermava che la malattia all'origine non è materiale, bensì il risultato di uno squilibrio tra le scelte compiute con la mente e i desideri del cuore, a un livello più sottile. Tale squilibrio, alla lunga inascoltato, genera un sintomo nel fisico del quale la persona è costretta a occuparsi in quanto le causa dolore. Seguendo invece il proprio intuito e istinto si compiono quelle scelte armoniche che permettono al corpo di rimanere in salute. Bach sosteneva che a presiedere ogni disturbo fisico vi siano paure, preferenze personali ed emozioni; esattamente un'emozione negativa è all'origine di ogni disturbo psicosomatico: guarendo la mente, il corpo seguirà.

E sinceramente credo che in questa teoria ci sia una profonda verità.