Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

Quel fastidioso gonfiore alle gambe

di Silvia Gnudi (giugno 2012)

 Arrivano i primi caldi  e si accentua il problema delle gambe gonfie che interessa quasi l’85% delle donne. Le cause sembrano determinate principalmente da vita sedentaria e mancanza di esercizio fisico, anche se non deve essere sottovalutata l’importanza dell’alimentazione.
Qualunque sia la causa del gonfiore delle gambe, si tratta sempre dell'accumulo di ACQUA (a volte con sali o proteine) nello spazio fra la pelle ed i muscoli. Tale spazio normalmente è costituito da tessuto adiposo (grasso) che contiene una quota minima di acqua, ma in condizioni di cattiva circolazione venosa o di alterazione del sangue, tale quota può aumentare anche in maniera notevole.
L'organo fondamentale della circolazione sanguigna è il cuore, che pompa il sangue ricco di ossigeno nelle arterie le quali, a loro volta, lo trasportano verso la periferia del corpo. Il percorso inverso, dalle zone periferiche verso il cuore, è gestito invece dalle vene, che trasportano il sangue privo di ossigeno. I capillari, i vasi sanguigni più piccoli, si occupano di garantire gli scambi fra il sangue e i tessuti, dando vita al microcircolo. Le vene a differenza delle arterie presentano un sistema di valvole che impediscono al sangue di refluire verso il basso. In questo lavoro di “pompaggio” verso il cuore le vene, soprattutto a livello delle gambe, sono aiutate dai muscoli e dalla contrazione muscolare.
I tessuti muscolari delle gambe sono una seconda fondamentale pompa, oltre al cuore, per il trasferimento del sangue.  Quindi dallo stato di salute e attività delle nostre gambe dipende la bontà della nostra circolazione 
Per comprendere meglio  i meccanismi della circolazione venosa, e l’importanza degli arti inferiori descriviamo alcuni aspetti anatomici fondamentali nella circolazione venosa.
Nelle gambe, grande importanza è rivestita dalla vena Poplitea (posizionata dietro il ginocchio) in cui confluiscono molti altri vasi venosi e, verso il bacino, dalla vena femorale. Esiste anche una rete venosa superficiale, i cui vasi più importanti sono la Grande Safena e la Piccola Safena, nelle quali confluiscono numerosi altri vasi minori. Il circuito superficiale confluisce, poi, verso quello profondo attraverso le cosiddette “vene perforanti” che attraversano le fasce muscolari verso le parti più interne della gamba. Dal corretto funzionamento di questi ultimi vasi dipende proprio il destino varicoso del sistema venoso lungo gli arti inferiori. 
Il movimento del sangue, dal basso verso l’alto e dalla superficie verso i vasi più profondi, è agevolato dal complesso e coordinato sistema di movimenti degli arti inferiori e in particolare dobbiamo considerare due importanti componenti: il movimento del piede e le contrazioni del polpaccio. Quando la pianta del piede si stacca dal suolo, i numerosi vasi che lo vascolarizzano si espandono e iniziano a riempirsi di sangue per poi espellerlo verso l’interno e soprattutto l’alto non appena vengono spremuti per la pressione esercitata dalla pianta del piede nuovamente appoggiata al suolo. Analogamente, quando il polpaccio è a riposo (rilassato), le vene che lo riguardano tendono a riempirsi di sangue, per poi tornare a spingerlo verso l”alto non appena il muscolo del polpaccio si contrae, spremendole. 
Alla luce di queste semplici considerazioni anatomiche si può percepire la stretta interrelazione esistente tra una efficiente funzionalità scheletrico-muscolare degli arti inferiori e la circolazione venosa che li riguarda, dipendendo quest’ultima dalla prima che, peraltro, ne risulta a sua volta condizionata. 
Tralasciando le malattie più gravi e le disfunzioni più evidenti, i casi di "gambe gonfie" più frequentemente riscontrabili sono principalmente due:

- Insufficienza venosa cronica
Le vene delle gambe non sono più in grado di far risalire il sangue al cuore per il mancato funzionamento delle valvole. Queste, normalmente, impediscono al sangue di tornare indietro ma, un tragitto alla volta, lo spingono verso l'alto. Il loro mancato funzionamento non riesce a trattenere il sangue che scorre in avanti ed indietro in maniera inefficace portando alla dilatazione delle vene (vene varicose), alla stasi venosa, all'aumento della pressione, al passaggio di liquido fuori delle vene (edema), alla cattiva nutrizione della pelle, alle lesioni cutanee (ulcera, eczema, pigmentazione, infiammazione).

- Permanenza in piedi o seduto, di lunga durata in condizioni sfavorevoli
Durante un viaggio aereo di lunga durata tutti abbiamo sperimentato come, togliendoci le scarpe alla partenza, abbiamo difficoltà a reinfilarle all'arrivo. La posizione seduta per lungo tempo, senza attività muscolare a far da pompa, fa ristagnare acqua nei tessuti delle gambe, specie nelle zone più declivi. Questo già in assenza di malattie. Se in più si hanno difetti di circolazione venosa, malattie di cuore, rene, fegato, tale fenomeno può essere molto più evidente. Fenomeni analoghi succedono nei soggetti che lavorano in piedi, specie se muovendosi poco (commessi, venditori al banco, cuochi, parrucchieri, chirurghi,ecc) o che passino molto tempo seduti (studenti, impiegati, operatori al computer, ecc). Molte persone anziane, per pigrizia, artrosi, debolezza, passano molte (troppe) ore davanti al televisore ed evitano di camminare almeno un minimo provovando un edema a volte importante, se associato ad insufficienza venosa. I pazienti con insufficienza arteriosa grave hanno difficoltà di far arrivare il sangue ai piedi: quando li sollevano sul letto arriva meno sangue e le gambe fanno male. Per questa ragione vivono in poltrona con le gambe sempre "in basso" e per questo sempre gonfie. Questo oltre a tutto peggiora la circolazione arteriosa stessa.

Quali sono i rimedi?
Escludendo le patologie più gravi o le disfunzioni che possono essere alla base di un problema venoso, negli altri casi la prevenzione per prevenire il gonfiore alle gambe riguarda principalmente tre aspetti:
- alimentazione
- attività fisica
- abbigliamento

1. ALIMENTAZIONE
 Sovrappeso e obesità  influiscano negativamente sulla circolazione sanguigna e quindi sul rischio di avere gambe gonfie e pesanti. Ma anche in assenza di sovrappeso consumare alcuni cibi può favorire la circolazione venosa. In primo luogo la verdura cruda e la frutta che, oltre a fornire pochi grassi e calorie, contengono sostanze preziose per la salute delle vene. Anche la vitamina C è una valida alleata, perché ha un'azione protettrice nei confronti dei capillari.  Poi in particolare nella stagione estiva è bene ricordare che i liquidi sono fondamentali, soprattutto d'estate, quando il rischio di disidratarsi è alto: bere almeno un litro e mezzo d'acqua minerale al giorno e limitare le bevande alcoliche e il caffé, che rallentano la circolazione e favoriscono la stasi venosa. Inoltre valutare anche la predisposizione a intolleranze alimentari, che diventano vere e proprie tossine che il sistema linfatico deve poi smaltire.
 Quando frutta e verdura da sole non bastano a migliorare la circolazione si può ricorrere a integratori e farmaci, spesso a base di sostanze di origine naturale, che contribuiscono a rafforzare vene e capillari dando tono alla parete delle vene contro il ristagno di liquidi.
Tra le sostanze più usate in questi prodotti ci sono:
 - l'ESTRATTO DI VITE ROSSA,
 - l'IPPPOCASTANO,
 - IL TÈ VERDE,
 - IL MIRTILLO,
 - LA CENTELLA ASIATICA
 - LA BETULLA
 In farmacia sono disponibili sotto forma di compresse o di preparati liquidi, da assumere ogni giorno per cicli di 2-3 mesi, e di creme rinfrescanti, che alleviano i gonfiori e danno subito sollievo.

2. ATTIVITA’ FISICA
Sicuramente è fondamentale l’attività fisica, perché come abbiamo sottolineato sopra, il movimento permette di azionare la seconda pompa per il ritorno del sangue al cuore e cioè l’apparato muscolare che circonda le vene.
Gli sport ideali sono quelli aerobici, che fanno consumare calorie allenando il sistema cardiovascolare e che favoriscono la circolazione a livello delle gambe. Basta camminare ogni giorno 20-30 minuti o in alternativa per un'ora 3 volte alla settimana, per far sì che il piede funga da pompa in grado di favorire il ritorno del sangue al cuore. Per essere efficaci, però, le passeggiate devono essere fatte di buon passo: fermarsi e ripartire, interrompe la costanza del movimento che è quella che riattiva la circolazione.  Altri sport che hanno effetti benefici perché richiedono un movimento costante sono: il nuoto, la corsa, la danza, l'aerobica, lo step e in genere tutte le attività di gruppo che si fanno in palestra. 
Oltre a questi sport, è consigliato in particolare l'aquagym (e/o il nuoto), perché ha una duplice azione: • la contrazione del polpaccio, • il massaggio dolce e benefico che dà la sensazione di avere una calza elastica che comprime il polpaccio, migliorando così la circolazione.
Ed è proprio il mare la palestra migliore per la salute delle gambe. Anche passeggiare immergendosi fino al ginocchio o fino alla coscia per 5-10 minuti può aiutare a migliorare la circolazione sanguigna e a consumare calorie. Con l'acqua di mare, all'effetto benefico del massaggio e della temperatura si aggiunge quello del sale, che richiama i liquidi in eccesso dai tessuti, favorendone l'eliminazione. Ecco quindi un altro mito da sfatare: la spiaggia e il mare non solo non sono vietati a chi soffre di problemi di circolazione alle gambe, ma anzi sono consigliati dagli esperti. Una passeggiata sulla spiaggia o un po' di esercizio in acqua aiutano a migliorare la circolazione. Bisogna però stare attenti al caldo. Le temperature eccessive, infatti, possono favorire la vasodilatazione. Quindi basta evitare di stare in spiaggia nelle ore più calde, alzarsi ogni 1-2 ore e bagnare le gambe, magari facendo una breve passeggiata nel bagnasciuga per rinfrescarle, bere molto e consumare alimenti ricchi di antiossidanti, soprattutto frutta e verdura.

3.ABBIGLIAMENTO
 Vestiti che stringono rendendo difficile la normale circolazione possono influire negativamente sulla comparsa di gonfiori alle gambe. È il caso per esempio dei jeans troppo stretti che ostacolano i movimenti e rendono faticosa la circolazione. La tela jeans, inoltre, trattiene molto il caldo e quindi in estate può favorire la vasodilatazione. Meglio quindi scegliere modelli ampi che facciano passare l'aria e in tessuti leggeri. Non portare stivali quando fa caldo, perché possono far salire la temperatura delle gambe, favorendone la pesantezza. Attenzione anche alle scarpe troppo alte o molto basse (l’ideale per le donne sono tacchi da 4-5 cm) perché non permettono al piede di sfruttare la sua azione di pompa, che favorisce il ritorno del sangue al cuore.
Molto utili possono essere nei casi più gravi le calze elastiche che esercitano una compressione graduata e favoriscono il ritorno venoso.  L'entità della compressione si esprime in den (denari), unita di misura con cui si indica 1o spessore del filato (si parte da 30/40 den fino a 140). Queste calze si acquistano in farmacia e nei negozi di articoli sanitari e si distinguono in due tipi: uno preventivo e l'altro curativo. Il primo tipo esercita una moderata compressione sulle gambe ed è indicato per chi avverte i primi sintomi di una cattiva circolazione ed e costretta a stare in piedi o seduta tutto il giorno. Le calze curative sono invece destinate a chi ha più seri problemi di vene e vengono prescritte dal medico. D'estate, le donne che amano i pantaloni o che non sopportano il collant, possono usare gambaletti elastici a compressione graduata, che oltretutto sono traspiranti e non "fanno caldo".