Riequilibrio

Studio di Riequilibrio Nutrizionale e Bioenergetico

I “profumi della natura” per il benessere dell'uomo

di SilviaGnudi (nov2011)

Gli o.e. sono sostanze profumate che si trovano nelle diverse parti delle piante (fiori, buccia, frutti, radici e foglie) e in diverse quantità, sotto forma di piccolissime gocce oleose. Alle piante servono per assicurarsi la riproduzione (attirando gli insetti), per la difesa contro i microrganismi (funghi), per comunicare con l'ambiente e infine per il loro metabolismo. Gli o.e. sono sostanze fortemente concentrate, che non devono mai essere usate pure, a parte rarissime eccezioni (lavanda, menta, melissa, rosa), per non andare incontro a irritazioni, anche gravi, della pelle e delle mucose.

Gli o.e. sono volatili, si conservano in bottiglie scure e al fresco, lasciando aperti i flaconi il meno possibile. Le essenze di agrumi si conservano meno delle altre (circa un anno e mezzo) e possono provocare casi di allergia o macchie solari. Nelle preparazioni la conservabilità diminuisce ancora, secondo la sostanza di base, fino a due - tre mesi. Unguenti, oli per massaggio, ecc., vanno perciò preparati solo in piccole quantità. Gli o.e. non si possono mescolare con l'acqua; si sciolgono invece negli oli grassi, nel latte, nel miele, nella panna, in alimenti grassi (come l'avocado), nell'alcool e nel sapone liquido. Gli o.e. possono avere una consistenza diversa (dura, resinosa o liquida) e a volte un colore particolare come ad esempio la camomilla blu. Poiché le essenze oltrepassano facilmente la barriera della pelle e possono portare con loro anche le tracce dei solventi e dei conservanti, è importante usare prodotti di supporto di ottima qualità (oli grassi pressati a freddo e senza conservanti).

La buona qualità degli o.e. è data dall'insieme di più fattori:

- Luogo di origine e famiglia botanica: Ci sono dei luoghi di produzione storici, dove alcune piante trovano condizioni del suolo e climatiche particolarmente adatte e sviluppano perciò un profumo di qualità migliore e dalle proprietà più spiccate.

Ad esempio la lavanda dell'alta Provenza, i fiori d'arancio della costa siciliana, la rosa del Marocco, il sandalo del Mysore, il cedro del Libano o dell'Atlante.

- Coltivazione: nelle coltivazioni naturali le piante vengono riprodotte per seme. Ogni pianta si differenzia leggermente dalla vicina: ognuna ha la sua personalità e l'o.e. che se ne ricava è più pieno e intenso. Nelle monocolture le piante sono geneticamente identiche, ogni pianta profuma come le altre, i loro o.e. sono più piatti e danno un risultato minore. Inoltre vengono spesso usati antiparassitari velenosi e fungicidi che restano in tracce anche negli o.e. e vengono quindi assorbiti dal consumatore. Anche la presenza di strade trafficate a fianco delle coltivazioni ne diminuisce la qualità.

- Metodo di estrazione; per motivi economici gli o.e. vengono spesso estratti con solventi (exano, cloridrato di metile) che consentono una resa maggiore, lasciandone tuttavia tracce. Anche una pressione o una temperatura troppo alte rovinano il prodotto. Gli agrumi vengono normalmente privati della cera, cosa che rovina l'effetto terapeutico dell'essenza. Anche il contenuto di citrale oscilla secondo le annate: poiché per legge il contenuto di citrale purtroppo deve essere costante, solitamente viene aggiunto del citrale sintetico. Gli oli sintetici sono privi di vita e gli oli puri sono rari e costosi.

Il prezzo di un olio può essere già di per se una buona indicazione di qualità perchè i prezzi degli olii possono differire molto per la quantità che occorre per estrarre un litro di essenza. Per esempio per 1 litro di olio di fiori d'arancio occorrono 1000 kg di fiori raccolti a mano. Per 1 litro di olio di gelsomino occorrono 8 milioni di fiori e 30 fiori di rosa danno una goccia di o.e.! In Austria la produzione di pino cembro è di parecchie tonnellate, ma solo una minima parte è di prima qualità! Non tutti gli oli presenti sul mercato sono quindi puri. Ma la contraffazione è a volte così perfetta che spesso anche un esperto non la riconosce. Solo con la gascromatografia, la spettrografia di massa e la foto Kirlian si può dividere un o.e. nelle sue componenti e visualizzarle; in questo modo si distinguono gli oli puri da quelli sintetici e gli eventuali residui chimici. Solo poche ditte (es. FLORA) fanno questi costosi controlli. Inoltre dal 1930 si è scoperto come produrre anche o.e. sintetici derivati dal petrolio. I profumi di oggi sono in genere completamente sintetici o contengono solo minime quantità di oli puri. I profumi di violetta, lillà, mughetto, fiore di loto, passiflora, magnolia e tiglio non si possono estrarre in modo naturale perché sono legati alle piante da enzimi che ossiderebbero all'aria.

METODI DI IMPIEGO DEGLI OLII ESSENZIALI IN AROMOTERAPIA

- Tramite olfatto (lampada per aromi)

L'olfatto è il senso dell'uomo più sviluppato. Nei neonati e nei bambini è ancora molto sensibile, ma nell'età adulta viene sovente dimenticato, anche se siamo continuamente stimolati da odori. L'organo olfattivo vero e proprio si trova in cima alla cavità nasale, diviso dall'ambiente esterno solo dall'etmoide, un sottile strato osseo con innumerevoli forellini, simili a un setaccio. L'organo olfattivo è una proiezione esterna del cervello. La mucosa nasale occupa da entrambe le parti del naso una superficie di circa un cm quadrato, comprendente 100 milioni di cellule nervose ciascuna. Ogni cellula ha 5-8 peli vibranti, che fungono da sensori per ogni informazione odorosa, reagendo alle molecole profumate che si trovano nell'aria. L'informazione olfattiva raggiunge direttamente il cervello, o più precisamente il sistema limbico, tramite il canale olfattivo. Il limbo è considerato nella storia dell'evoluzione la parte più antica del cervello e funge da centrale di comando per le reazioni emozionali, la creatività, i ricordi, la sessualità, ecc.

Presiede inoltre alla regolazione di tutte le funzioni neurovegetative (circolazione del sangue, digestione, respirazione e produzione ormonale). In questo modo è possibile influenzare sottilmente le nostre funzioni, senza alcuna censura da parte della sfera razionale. Ricerche di laboratorio hanno dimostrato l'esattezza di queste affermazioni relative all'azione particolare degli o.e.

Gli oli rilassanti (melissa, lavanda) o quelli per la meditazione provocano un rallentamento delle onde cerebrali, mentre gli agrumi un aumento della loro velocità. L'azione degli o.e. continua anche dopo che il senso dell'olfatto perde la sua capacità percettiva, il che avviene dopo circa 15 minuti di intensa attività e vengono inoltre liberate endorfine, adrenalina ed encefalina.

- Tramite contatto con la pelle (bagni o massaggi)

Gli o.e. hanno un peso molecolare molto basso e possono perciò oltrepassare facilmente la barriera della pelle. Raggiungono quindi il tessuto connettivo, la linfa, la muscolatura, la circolazione sanguigna e da qui gli organi coi quali hanno una connessione. Già dopo 25 minuti dall'applicazione, gli o.e. sono rintracciabili nel sangue. Questo fatto spiega ad esempio come mai il massaggio del basso ventre con determinati o.e. provoca una decontrazione in caso di dolori mestruali, creando inoltre un effetto riflessogeno sulla parte cutanea interessata.

- Tramite respirazione (lampada per aromi e inalazioni)

Con l'inalazione, gli o.e. raggiungono i bronchi, gli alveoli polmonari, i capillari che qui si trovano numerosissimi e da qui di nuovo il sistema sanguigno e gli organi interessati.

- Tramite assunzione per via orale

Oggi l'uso degli o.e. è indicato solo in casi specifici e poco comuni. Come i cibi, gli o.e. raggiungono lo stomaco e l'intestino tenue, dove avviene un assorbimento parziale e un successivo trasporto agli organi da parte del sangue. Il resto raggiunge vescica e intestino crasso dove viene eliminato. Dalla bocca si ha comunque anche una comunicazione con il naso, che riporta agli effetti descritti al primo punto.

L'eliminazione degli o.e. avviene anche attraverso la pelle, i polmoni e le reni.

In questo ambito si colloca l' AROMATOGRAMMA un esame effettuato in laboratorio per testare la sensibilità di una specie batterica verso un determinato olio essenziale. Questo esame viene effettuato con le stesse modalità dell'antibiogramma, ovvero seminando la specie batterica interessata in un terreno di coltura solido, e successivamente ponendo sulla sua superficie uno o più dischetti di carta imbevuti con alcune gocce dell'olio essenziale da testare. Una volta fatto, si deve incubare il terreno alla temperatura e per il tempo necessari, dopodiché si noteranno degli aloni più o meno estesi di inibizione, ovvero zone di mancata crescita del microrganismo. L'estensione di tali aloni indica il potere battericida di ciascun olio essenziale.

In questo modo è possibile confrontare i poteri battericidi di diversi tipi di oli essenziali nei confronti di una determinata specie batterica, così da stabilire quale di essi possa essere il più efficace a debellare l'infezione determinata da quel microrganismo. Nella mia personale esperienza ho fatto uso di questa tecnica con ottimi risultati in situazioni di infezioni vaginali recidivanti, sinusiti, cistiti. Si tratta comunque di un approccio terapeutico estremamente delicato che richiede l'appoggio a laboratori specializzati e deve essere seguita da medici per valutare dosaggi e durata in maniera adeguata.

Escludendo quindi il metodo di assunzione per via orale, gli altri metodi rimangono comunque estremamente interessanti ed efficaci sempre tenendo presente che i neonati e i bambini hanno un olfatto più sviluppato di quello degli adulti: si accorgono anche di una minima concentrazione di profumo in una stanza e che certi olii usati anche solo nella lampada di aromi possono dare piccoli effetti indesiderati: ad esempio il timo, ottimo antibiotico naturale, può provocare insonnia in alcuni bambini sensibili, il cajeput ottima essenza disinfettante a livello bronchiale, può dare piccoli attacchi d'asma in bambini allergici. In generale quindi sconsiglio l'uso delle essenza in bambini piccoli (fino ai 3-4 anni) e in individui allergici e donne in gravidanza, ad eccezione di alcune essenze quali il niauli, per il naso chiuso e il raffreddore e la lavanda che oltre ad avere un'azione lenitiva sulla pelle (punture di insetti, scottature) ha un'ottima azione rilassante e antiansia, senza però usarle in modo diretto sulla pelle.

Escludendo le eccezioni sopra dette vediamo invece come usare alcuni olii essenziali nel periodo invernale:

EUCALIPTO: l'olio essenziale di eucalipto è estratto dalle foglie. L'eucalipto è un albero originario dell'Australia e il suo olio essenziale di colore giallo chiaro con profumo fresco e aromatico ha ottime proprietà terapeutiche soprattutto per quanto riguarda il trattamento di problemi respiratori: tosse, asma, bronchite, influenza. La sua principale azione è quella antisettica ed espettorante. L'uso più sempice, ma non per questo meno efficace, è nel acqua calda del bagno versando una decina di gocce direttamente nell'acqua o in una base lavante neutra. Per chi non ha la vasca si può utilizzare anche con la doccia, ponendo alcune gocce in un cucchiaio di bagnoschiuma neutro su una spugna e frizionando sul petto sotto il getto di acqua calda. Utile anche nei suffumigi mescolando in un litro di acqua bollente tre gocce di eucalipto, tre di pino e tre di niaouli. Durante la notte in caso di naso chiuso o bronchite può essere utile mettere alcune gocce su un fazzoletto sul cuscino o nell'acqua delle bacinelle sui termosifoni. Infine due gocce in un cucchiaino di olio di oliva massaggiate sotto i piedi nella zona sotto all'alluce e al secondo dito, zona riflessa dei polmoni, può aiutare a respirare meglio e a fluidificare il muco bronchiale.

PINO: esistono ben 250 varietà diverse di pino e l'olio essenziale che vengono estratti dalle resine e dagli aghi possono differire molto a livello qualitativo come concentrazione di sostanze balsamiche attive. Eccellente azione antisettica ha benefici effetti sul sistema respiratorio e su quello urinario e proprietà tonico-rivitalizzante. Inoltre ha una buona azione antireumatica: in questo caso si può preparare una miscela con 250 ml di olio di mandorle dolci più trenta gocce di olio es. di Pino, venti gocce di Lavanda o.ess e 30 gocce di Niaouli e con questa miscela si possono massaggiare le zone articolari doloranti due volte al giorno. Per quanto riguarda l'uso come antisettico delle vie respiratorie valgono gli stessi utilizzi dell'olio essenziale di Eucalipto sia da solo sia mescolato a questo olio.

ALBERO DEL TE O TEA TREE: E' chiamato Tea Tree (Tè d’albero) perché fu offerto come tè a Cook e questo tè salvò il suo equipaggio dalle infezioni. Piccolo albero o arbusto, originario dell'Australia, con foglie aghiformi. Benchè conosciuto da molto tempo dalle popolazioni indigene, il suo olio essenziale è una scoperta recente. L'olio essenziale di Tea Tree è un efficace rimedio antibatterico e antimicotico e quindi si può utilizzare sia nella cura di sindrome influenzali, problemi respiratori ma anche sulla pelle o sulle unghie per combattere le micosi. Nel caso di febbre si può utilizzare in compresse di garza sulla fronte: in un contenitore con poca acqua fredda diluire 5 gocce di essenza di eucalipto e 3 di tea tree miscelate a una base idrosolubile. Immergere delle garze sterili e applicarle sulla fronte. Rinnovare frequentemente l'applicazione delle compresse. Nel caso di micosi alle unghie si può mescolare a 25 ml di olio di calendola 15 gocce di essenza di tea tre e 10 di lavanda. Applicare questo olio due volte al dì direttamente sulla zona da trattare per almeno due mesi

NIAOULI: Albero originario dell’Indonesia e delle Filippine, alto fino ad 1 metro, con fiori grandi, delicati, profumati, che possono essere rosa, malva o gialli. L'olio essenziale, distillato a vapore dalle foglie fresche, possiede proprietà balsamiche, antisettiche, analgesiche, vermifughe, anticatarrali. Ha proprietà molto vicine a quelle dell'eucalipto e si rivela utile in caso di tossi, asma, bronchiti, riniti, sinusiti, otiti, infezioni urinarie. È l'essenza preferita dai bambini, specie se diluita con olio di mandorle. Può essere utilizzato come disinfettante e una o due gocce in un fazzoletto aiutano a liberare il naso in caso di raffreddore. Per la sinusite si può usare come inalazione o suffimigi in acqua bollente come per l'eucalipto. Ha anche un'azione reumatica e come abbiamo visto per l'olio di Pino si può mescolare in olio di oliva o di soia o di mandorle dolci e massaggiare sulle parti colpite

Per concludere un olio essenziale che non dovrebbe mancare mai in casa per i suoi molteplici impieghi e le sue meravigliose caratteristiche:

LAVANDA: arbusto legnoso sempreverde, alto fino ad 1 metro, con foglie lineari, strette, di colore grigioverde e spighe di fiori blu. Originario del bacino mediterraneo, è diffuso soprattutto nell'Europa meridionale. Oggi il paese in cui la lavanda viene maggiormente coltivata è sicuramente la Francia e , in particolare, la Provenza dove, al tempo della fioritura, si possono ammirare bellissime distese di campi color viola.

Gli antichi Romani la utilizzavano per profumare e disinfettare nei bagni.

Un altro uso comune della lavanda e contro le tarme, gli insetti e i parassiti in genere.

Per purificare l'aria non c'è niente di meglio che l'olio essenziale di lavanda abbinato ad altri oli quali il limone, il bergamotto o l'arancio.

Negli ambienti, il profumo di lavanda è sempre discreto e delicato; ha effetto equilibrante, tonificante e calmante al tempo stesso, antidepressivo e stimolante delle difese di tutto l’organismo.

Dona sensazioni di calma e relax, contro lo stress e il nervosismo, aiuta a ritrovare il giusto equilibrio tra gli estremi.

Ha potere battericida ed antinfiammatorio, utile nelle affezioni infettive dell'apparato respiratorio, digerente, urogenitale, della bocca e della pelle.

Efficace nell'asma e nelle bronchiti, utile in caso di tosse e catarro.

Riduce ed elimina il mal di testa, il mal di gola, elimina i dolori mestruali e favorisce il parto. Vediamo in particolare alcuni utilizzi:

verruche: spennellare alcune gocce di essenza pura di lavanda direttamente sulle verruche o in alternativa miscelare in 25 ml di olio vegetale 5 gocce di essenza di lavanda e 5 di tea tree. Applicare l'unguento sulla verruca.

Prevenzione attacchi asma: versare su un fazzoletto 2-4 gocce di essenza di lavanda e, all'occorrenza, annusare ripetutamente.

Insonnia, ansia: Bagno: dieci gocce nell'acqua bollente del bagno

Doccia: per chi non ha la vasca è possibile effettuare un trattamento rilassante e antiansia utilizzando un pugno di sale grosso e cinque gocce di essenza: ponete il tutto in un sacchetto preparato con una garza o con una vecchia calza di nailon e applicatela direttamente alla doccia nel punto di uscita dell'acqua, in modo che l'acqua che esce passi attraverso la calza, il sale e l'olio di lavanda: Rimanete sotto il getto dell'acqua fino ad avere consumato completamente il sale.

Nella camera da letto: sia per i bambini che per gli adulti alcune gocce sul cuscino aiutano a rilassare e ad avere un sonno più riposante

Punture di insetti: una goccia di olio essenziale frizionato sulla puntura elimina direttamente il fastidio e agisce come disinfettante e cicatrizzante.